SANI & SPONSORIZZATI

fate come se foste in democrazia [L. Gelli]

Come sta ? Cosi’ e cosi’

Posted by sani e sponsorizzati su novembre 19, 2008


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La comitiva di Federico fu convocata in questura. Paolo Burini, ventun’anni, era stato fatto accomodare in una stanza e lo interrogava un agente con la targhetta “Narcotici”. I ragazzi chiedevano come stesse Aldro, la polizia insisteva sulle sostanze. Diceva che stava «così, così». Con tutte quelle domande sulle droghe, Paolo e gli altri pensavano che servissero a un intervento medico. Finché viene annunciato l’ingresso del medico legale. Un uomo con i capelli bianchi si siede a braccia conserte, «mi fissa in silenzio», ricorda Burini. Finché quell’uomo si alza di scatto e sbraita alla domanda di Paolo: «Il tuo amico è morto perché era un drogato, come te, sappiamo che lo siete tutti! Diteci da chi comprate la roba». Non era un medico legale, era il capo della squadra mobile, il superiore diretto dei quattro agenti sotto processo. Pietro Scroccarello. Paolo ricorda con precisione quella mattina quando nel verbale troverà frasi artefatte. Come quella in cui gli fanno dire che Federico lavorava la sera per pagarsi le dosi. Chiederà di correggerle ma farà l’errore di fidarsi. Solo dai giornali, molto tempo dopo, scoprirà che non erano state cancellate le frasi mai pronunciate. Quando denunciò le manomissioni delle sue parole, Paolo Burini è stato denunciato a sua volta per diffamazione aggravata.

Spunta a febbraio 2008 un filmato di 12 minuti, registrato dalla polizia scientifica prima dell’arrivo del medico legale la mattina della morte di Aldro. Le immagini, che sembrano contraddire fortemente con le fotografie scattate dal medico legale, potrebbero indicare, come suggerisce Patrizia Moretti, madre di Federico, che il corpo sia “stato spostato per coprire il sangue”. Fuori campo, si sentono inquietanti risate.

http://it.youtube.com/watch?v=a8TvEqUJruA

Per chi non conoscesse Federico

Ferrara, via dell’Ippodromo. All’alba del 25 settembre 2005 muore a seguito di un controllo di polizia Federico Aldrovandi, 18 anni. Dopo due anni di coperture e reticenze, durante i quali le versioni ufficiali sposavano la tesi della morte per overdose e dell’innocenza dei tutori dell’ordine, è del 20 giugno la notizia del rinvio a giudizio degli agenti che fermarono il diciottenne. I [Audio] Il processo è iniziato il 20 Ottobre. Omicidio colposo l’ipotesi di reato per i poliziotti che avrebbero “cagionato o comunque concorso a cagionare la morte” di Federico per non aver chiamato il soccorso medico, ingaggiando al contrario “una colluttazione in maniera imprudente pur trovandosi in evidente superiorità numerica”. Mentre il ragazzo implorava aiuto e chiedeva agli agenti di fermarsi “con la significativa parola basta, lo mantenevano ormai agonizzante ammanettato con la faccia in giù”.

Cronache delle prossime udienze:

26 giugno, 15 luglio, 18 e 29 settembre, 10 ottobre

Imputati:

FORLANI PAOLO

SEGATTO MONICA

PONTANI ENZO

POLLASTRI LUCA

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