SANI & SPONSORIZZATI

fate come se foste in democrazia [L. Gelli]

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La rivoluzione al tempo dei post-it

Posted by sani e sponsorizzati su marzo 14, 2011

C’è vita dopo la morte? Si può rimanere incinta dopo il sesso anale? C’è Ferrara dopo il TG1? Mi facevo queste e altre domande sul senso di Mauro Masi alla direzione della Rai, quando improvvisamente mi sono ricordato dell’accorato monito lanciato dal presidente Napolitano in cui con il solito aplomb istituzionale pronunciava queste pesate parole: “Tanto in un modo o nell’altro ve lo prendete nel culo”.

Il problema in Italia non è Berlusconi. Forse allora sono io. Stando infatti a quello che dicono i sondaggi per la stragrande maggioranza degli italiani ha governato con ottimi risultati. Stando sempre a quello che dicono i sondaggi se non è riuscito a governare (ma come prima hai dett… SHUT UP!) la colpa è: dei magistrati, dei pm, dei giudici, dei comunisti, dei pessimisti, della costituzione, dei moralisti, della Rai politicizzata, del buco in bilancio lasciato dai comunisti, dell’11 settembre, delle intercettazioni strumentali, della crisi, della stampa faziosa e della giustizia mediatica e/o a orologeria. Se aggiungiamo “il ’68″ sono le stesse scuse che utilizzo quando non ho un’erezione.

Di fronte a cotanti argomenti e alla profonda capacità di autocritica dimostrata, quasi quasi mi dico “mah, forse parto prevenuto io, ha ragione Belpietro quando dice che comunque non c’è l’alternativa”, poi ripenso meglio a Belpietro e mi stringo fortissimo le palle. E lo sento: non mi hanno ancora sedato, sono vivo. Non sono come loro. Loro chi, direte voi. Voi chi, rispondo io e vediamo se continuate a fare gli stronzi.

Però preferisco non chiedermi perché per vent’anni ad un pericoloso megalomane dal passato per lo meno ambiguo (se Marcello Dell’Utri, Licio Gelli e Bettino Craxi possono essere considerati ambigui) è stato permesso di farsi gli stracazzi suoi in nome della libertà, del progresso e di Matteo Messina Denaro. Mi accontento di sapere che Repubblica pubblicherà la mia foto con la faccia simpatica-incazzata-sognante-informata mentre mostro orgoglioso un post-it neanche fosse “La Città del Sole” di Campanella, oppure preferisco stralollarmi con il capslock attivato su una pagina del Misfatto che con un accostamento ironico di parole ci fa ridere tutti ma proprio LOL; e tra una petizione per Sakineh ed una firma contro la vivisezione e lo sfruttamento di minori negli spot dei 150 anni , tutto passa.

Magari accendo pure un cero su Facebook per Yara Scazzi (forse non lo sapete ma c’è gente che sputa su queste tragedie con insulti e battute deprecabili, alcuni ricevendo un finanziamento pubblico, oltretutto), insomma faccio il mio ruttino di indignazione civica e mi sento subito meglio, salvo in questo luogo di dannati. In fondo non è colpa mia se hanno insistito tanto per il suffragio universale.

Però alla fine non cambia mai niente. E D’Alema è sempre lì a dimostrarlo

(in foto l’ultimo scatto d’indignazione da parte di un lettore di Repubblica)

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